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Le suite di Giulietta Tour tra le cantine di Verona: alla scoperta dei vini tipici veronesi – Suiteguitta
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Tour tra le cantine di Verona: alla scoperta dei vini tipici veronesi

Nel nostro blog abbiamo parlato degli argomenti più disparati, spaziando dalla cucina tipica veronese ai consigli per il perfetto weekend romantico. Potevamo parlare della nostra amata città e tralasciare la questione vino? No, e se lo avessimo fatto non ce lo saremmo mai perdonato. In questo articolo esploreremo insieme i vini che caratterizzano la nostra zona e che hanno elevato la città di Verona a capitale del vino mondiale. Partiamo subito!

Da una parte Shakespeare con la sua tragedia romantica “Romeo e Giulietta” e dall’altra la cultura enologica: ecco Verona in poche parole. Certo, come descrizione è un po’ semplicistica (per approfondire vedi il nostro articolo “Verona in 2 giorni: cosa non ti puoi perdere”) ma non possiamo dire che non sia veritiera. La zona che circonda la città di Verona si estende fino alle rive del Lago di Garda e si divide in diverse aree di produzione viticola, otto per la precisione:

  • Zona di Bardolino
  • Zona Custoza
  • Zona Garda
  • Zona Monti Lessini
  • Zona Lugana
  • Zona Soave
  • Zona Valdadige
  • Zona Valpolicella

I vini che nascono da questi territori sono capaci di accompagnare con carattere ogni tipo di pietanza, anche quelle più “importanti”. La cultura gastronomica veronese è infatti varia e incline alla sapidità e abbondanza, come abbiamo spiegato nel nostro articolo “Piatti tipici veronesi e dove trovarli: weekend gastronomico a Verona”. Ma vediamo ora in dettaglio in cosa si caratterizza ogni zona, quali bellezze nasconde e che splendidi vini produce.

Bardolino

La zona di produzione del vino Bardolino si estende fino alle rive del Garda, e comprende ovviamente il territorio denominato Garda, parte di Lazise, Cavaion, Affi e Costermano. Il terreno dal quale nasce questo vitigno è in prevalenza di natura morenicain parte fluvio-glaciale.

Degustando questo vino si possono sentire i profumi fruttati salire alle narici mentre il sapore aspro e asciutto impatta sulle papille gustative. Non per niente è stato il primo vino veronese a ricevere la denominazione di origine controllata (DOC). Il Bardolino è consigliato per un consumo non troppo fresco – temperatura che può variare dai 16 ai 18 gradi – in modo da trasmettere al meglio tutte le sue qualità, mentre per quanto riguarda la gradazione questa si aggira intorno ai 10,5°. Una cena accompagnata da dell’ottimo rosso Bardolino potrebbe essere a base di pollo alla piastra con salsa al lime, per esempio. Le carni bianche infatti si prestano molto ad essere abbinate a questo vino, come anche formaggi stagionati, salumi – meglio se tipici della tradizione veronese – fritture e anche la pizza.

Il Bardolino è anche rosé e si chiama Bardolino Chiaretto. Questo vino va gustato fresco – intorno ai 10 gradi – ed è ottimo per un aperitivo in riva al lago. Per lo stesso motivo è perfetto per accompagnare appetizer, tapas, antipasti e anche insalate di mare.

Custoza

Il Bianco Custoza è un vino che nasce e cresce nel territorio che racchiude i comuni di Sommacampagna, Villafranca, Peschiera del Garda e Valeggio sul Mincio. La sua vicinanza con gioielli come le località di BorghettoSirmione, nonché il già citato Valeggio sul Mincio, gli dà una sorta di aura magica e sognante. All’olfatto è profumato e carico di sentori fruttati, mentre il sapore è delicato e morbido.

L’abbinamento gastronomico più gettonato vede protagonisti primi piatti come i tortellini di Valeggio, ma il vino bianco Custoza è molto indicato anche per il pesce e le carni bianche. Non dimentichiamoci dell’happy hour: questo vino è infatti ottimo per una pausa aperitivo serale, gustando qualche manicaretto a base di pesce e gusti delicati. Il suo grado alcolico sta sugli 11°, e la temperatura di degustazione ideale è di 8 o 9 gradi.

Il Lessini Durello

Il vino Lessini Durello riceve la certificazione DOC più tardi rispetto agli altri suoi vicini veronesi, ma questo non lo rende meno importante di loro. Diremmo piuttosto che come ogni altra tipologia vinicola, anche questo ha le sue peculiarità legate al territorio e al metodo di coltivazione e produzione. Il Durello dei Monti Lessini, nelle prealpi venete, è un ottimo spumante dal colore giallo paglierino (con qualche nota verde) che si sposa alla perfezione con la tradizione culinaria veneto/veronese.

Questo vino, infatti, è caratterizzato da un sapore vivacesecco e anche un po’ acidulo. Questo lo rende perfetto per un aperitivo in città o per accompagnare piatti di pesce e della tradizione marinara – più veneziana che veneta se dobbiamo essere sinceri – come il baccalà, i fritti di pesce o anche antipasti freddi di pesce.

Lugana

Il Lugana ha, come tutti i vini elencati finora, la certificazione di denominazione di origine controllata ed ha come peculiarità il fatto che sia coltivato a cavallo tra la regione Veneto e Lombardia, precisamente tra le province di Brescia e Verona. Questo vino quindi non è totalmente veneto, ma possiamo definirlo “condiviso”. Il territorio di produzione del Lugana si trova inoltre molto vicino alla bellissima località di Sirmione, il che rende d’obbligo una scappata sia alle cantine del Lugana sia al suggestivo lembo di terra che si insedia nel lago di Garda.

Detto ciò, parliamo del vino Lugana: il suo colore è un brillante giallo paglierinodisturbato da qualche sfumatura verdeggiante. Questo vino è senza dubbio sapido e corposo, mentre il gusto è asciutto e abbastanza delicato. Ha gradazione alcolica di 11,5 gradi ed è consigliabile consumarlo ad una temperatura di 9° circa. Il suo gusto strutturato lo rende perfetto per accompagnare piatti di pesce elaborati e, in special modo crostacei e frutti mare.

Soave

Il vino Soave è sicuramente uno dei vini bianchi più famosi d’Italia e più esportati all’estero. Il territorio di produzione si estende ad est di Verona e comprende le zone di Soave e di Monteforte d’Alpone. Il suo nome è un’icona dell’enologia grazie alla qualità del vitigno dal quale viene estrapolato, ovvero dalle uve Garganega ma anche grazie alla zona di produzione, famosa anche a livello turistico. Infatti qui troviamo il bellissimo castello di Soave che ancora oggi fa la guardia alle viti, ergendosi maestoso con il suo mastio e le sue guglie sopra di esse.

Ad una degustazione attenta il vino bianco Soave rimanda al sapore amarognolo della mandorla amara, mentre il profumo che sprigiona combina sentori di violette e alle volte biancospino.

Il Soave d’annata ha una gradazione di circa 11,5°, che differisce dal Soave “Superiore” o “Superiore Classico”. Anche in questo caso la temperatura ideale si aggira intorno ai 9 – 10 gradi ed è da preferirsi con la degustazione di antipasti e piatti di pesce.

Valdadige

Nella zona detta Valdadige la produzione di vino non è eterogenea, ovvero non si limita ad una qualità unica, ma dà vita a vini sia sia bianchi che rossi.

Vini Bianchi: il Pinot BiancoPinot GrigioRiesling italicoMüller Türgau. Questi vini hanno tutti caratteristiche differenti, ma possiamo dire, in generale, che i bianchi della valdadige hanno un profumo fruttato e hanno un sapore delicato e pieno. La gradazione è di circa 10,5° e andrebbero serviti ad una temperatura di 12 gradi.

Vini Rossi: Merlot, il Pinot Nero e il Negrara. Il colore rosso rubino è una peculiarità di questi vini che sono caratterizzati da un sapore morbido e vellutato. Si predilige consumarlo davanti ad un bel piatto di carne alla griglia, meglio se si tratta di carni rosse o selvaggina. Va servito non fresco, quindi sui 16°.

Valpolicella

Famoso in tutto il mondo, è uno dei vini rossi più rappresentativi della zona. Si dice che il suo nome, Valpolicella, derivi dalla denominazione “valle delle molte cantine”, cosa che in effetti rispecchia il vero. A livello turistico una visita alle cantine della Valpolicella è un’esperienza unica, se poi si è anche appassionati di vino lo è ancora di più!

Il suo colore è di un rosso rubino brillante ed è dato dalle meravigliose uve utilizzate: CorvinaRondinella e Molinara. Il suo sapore è deciso e vivace, anche se leggermente asciutto. Il profumo è un’esplosione di emozioni con sfumature di viola e mandorla amara. Anche il valpolicella va servito intorno ai 16° di temperatura, mentre la gradazione alcolica è di 11,5°.

Non dimentichiamo che dalla Valpolicella arriva anche il vino Amarone, vero protagonista della cultura enologica veronese.

Conclusioni

Bella panoramica sui vini veronesi vero? Siamo stati brevi e concisi e abbiamo elencato le caratteristiche più importanti per ogni singolo vino del territorio veronese. Sicuramente i nostri approfondimenti in merito non si fermeranno, in fin dei conti non abbiamo parlato del Vinitaly 2018! Per ora è tutto, se vuoi avere più informazioni sulla cultura veronese o nel caso volessi approfondirla direttamente “sul posto” contattaci qui, altrimenti alla prossima!

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