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Verona tra misteri e leggende: ecco 3 curiosità che ti sorpenderanno

Da sempre l’essere umano ha creato storie appassionanti e leggende metropolitane per raggiungere uno scopo ben preciso. Oggi una leggenda si crea e si distrugge in poco più di qualche giorno. Una volta, senza il supporto del web e dell’informazione a tutto tondo, una storia passava di bocca in bocca fino a modificarsi profondamente e perdere il suo significato principe. E così, anni e anni di tradizione orale hanno portato a noi misteri, leggende e storie appassionanti sulle quali speculare. Ecco alcune delle curiosità più affascinanti sulla città di Verona.

La più grande storia d’amore mai raccontata è proprio quella di Romeo e Giulietta, simbolo della passione e, in secondo luogo, di Verona. Shakespeare si ispirò alla storia di due abbienti ragazzi veronesi allontanati dalle reciproche famiglie e obbligati a vedersi di nascosto per saziare il loro amore. Ma quanto sappiamo della vera storia? Quanto di quello che racconta il buon vecchio William rispecchia la realtà e quanto è invece pura finzione? Non lo sapremo mai. Ciò che sappiamo, però, è che il suo dramma ha scavato nell’immaginario comune dando vita alla “leggenda dei due amanti sfortunati”.

Ma questa non è l’unica leggenda che rotea intorno alla città di Verona. Ve ne sono molte altre: alcune prendono spunto da eventi realmente accaduti, altre invece sono state create ad hoc dalla mentalità chiusa e oscurantista del Medioevo. Incuriosito? Speriamo di sì, perché di seguito ti raccontiamo tre delle leggende più famose di Verona.

 

La statua di Giulietta

Come abbiamo già raccontato nell’articolo “Scopri Verona, le sue bellezze e i suoi monumenti più importanti”, il bellissimo volto della casa di Giulietta lo si deve all’architetto italiano Antonio Avena. Quello che però non è noto ai più è la storia della statua di Giulietta.

Per celebrare la rinascita della dimora dei Capuleti venne commissionata una statua da inserire nel cortile interno dell’abitazione. Ecco che nel 1969 nasce la statua di Giulietta, plasmata dallo sculture Nereo Constantini su richiesta del Lions Club di Verona.

Da quel momento in poi, non si sa bene in che modo, venne associata alla statua un’aurea positiva, talmente positiva da trasformare la scultura in una sorta di “portafortuna” per i turisti e per le coppie di innamorati in visita al balcone di Giulietta. Ma per essere effettivamente investiti dalla fortuna serviva un gesto e cosa poteva esserci di meglio di un simbolico tocco? Da qui la leggenda: toccare il petto della statua di Giulietta porta fortuna.

La situazione però precipita e dopo quasi quarant’anni di gesti scaramantici, il petto di Giulietta inizia a deteriorarsi fino quasi a formare un buco. Per questa ragione nel 2014 la statua della sfortunata donzella viene sostituita con una copia praticamente identica. Per ammirare l’originale basta entrane nella casa di Giulietta, ma niente più carezze: dopo anni di onorata carriera al servizio degli innamorati è arrivato il momento del meritato riposo anche per lei.

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La storia del simbolo del Carnevale veronese: il papà del gnoco

Il carnevale di Verona è uno dei più antichi e interessanti d’Italia, infatti la sua storia ha radici così antiche da risalire perfino all’età medievale. Una delle caratteristiche più di spicco del carnevale veronese è la sua maschera tipica: il papà del gnoco. Questo è una sorta di istituzione a Verona e ogni anno tutti i cittadini sono chiamati ad eleggere il nuovo papà del gnoco con una vera e propria votazione. Ma chi è il papà del gnoco e da cosa ha avuto origine questa figura?

Tutto ebbe inizio nel 1531, o almeno così narra la leggenda. In quel periodo vi fu una grave carestia che interessò la città di Verona ed in particolare la zona di San Zeno. Il cibo era difficile da reperire e il prezzo della farina crebbe repentinamente, lasciando la maggior parte della popolazione povera a morire di fame. Fu a quel punto che intervenne Tommaso da Vico. Questo personaggio storicamente facoltoso, riuscì a mettere insieme abbastanza denaro da acquistare una quantità di farina sufficiente a sfamare l’intera popolazione povera della città. La farina doveva servire alla preparazione degli gnocchi, piatto della cultura veronese semplice e tradizionalmente povero.

L’aspetto curioso, però, si nasconde nel presunto testamento stilato dal nobile. Secondo la tradizione da Vico avrebbe lasciato un’ingente somma di denaro alla popolazione di San Zeno, in modo da assicurare che ogni anno, durante il venerdì grasso, venissero distribuiti loro gnocchi e vino a volontà. Dalla figura di da Vico nasce il papà del gnoco.

 

La leggenda dell’Arena

La storia dell’Arena di Verona è chiara a tutti (nel caso non lo fosse ti consigliamo di leggere la nostra guida). Tuttavia, in un periodo di pessimismo e senso di colpa, qualcuno è stato capace di creare una leggenda alquanto bizzarra sulla costruzione dell’anfiteatro veronese.

Siamo nel Medioevo ed il protagonista di questa leggenda è un gentiluomo veronese che aspetta le prima luci dell’alba per veder eseguita la sua sentenza di morte. Non abbiamo idea del perché questo individuo si trovi in cella, si narra solamente di una sua accusa per atti molto gravi. L’uomo è quindi solo nella cella, disperato e terrorizzato all’idea di morire.

Le sue urla vengono percepite dal diavolo, che si presenta nella sua cella con una promessa di salvezza. Il suo piano è semplice: dare alla città di Verona un immenso teatro in grado di ospitare eventi e manifestazioni in cambio della libertà dell’uomo. Prendendosi il merito della costruzione dell’anfiteatro il condannato potrà avere salva la vita, ma in cambio il diavolo gli ruberà l’anima. Il patto e semplice e chiaro e l’uomo, troppo spaventato dalla morte, decide di accettare.

 

Nella notte un esercito di demoni provenienti dall’inferno si riversa nella piazza principale della città ed inizia la costruzione della mastodontica opera. Il condannato alla vista delle creature infernali e all’idea di diventare uno di essi si pente amaramente ed inizia a pregare la Vergine Maria perché lo liberi dal patto stipulato con il principe delle tenebre. L’opera era quasi terminata quando, ad un tratto, le campane di una chiesa iniziarono a suonare le note dell’Angelus: Maria aveva sentito la preghiera del condannato e aveva mandato i suoi angeli a suonare le campane anzitempo.

I diavoli si spaventarono e fuggirono via prima di poter completare l’opera, sprofondando nuovamente nelle tenebre. L’Arena era quindi incompiuta e il diavolo aveva perso la sua preda. Il condannato invece si salvò lo stesso, in quanto aveva comunque fornito alla città di Verona un teatro meraviglioso.

 

Concludendo…

Verona è ricca di storia e di arte, ma anche di leggende e misteri. Ci sono voci che attestano l’esistenza di strani cunicoli sotto Castel San Pietro risalenti al neolitico, mentre altre dicono che la città affonda le sue radici nell’esoterismo. Chissà, forse un giorno ne sapremo di più: ora ci basta avere la nostra bella città sotto gli occhi ed ammirare le sue meraviglie come farebbe Romeo con Giulietta! Per avere informazioni più dettagliate sulla nostra città e sul pernottamento nella nostra struttura contattaci!

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