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Piatti tipici veronesi e dove trovarli: weekend gastronomico a Verona

Cosa sarebbe l’amore senza una leccornia da condividere con il proprio amato? Il cibo nel nostro Paese non è visto come un semplice strumento di nutrimento, ma come una forma d’arte. Tutte le regioni d’Italia hanno la propria tradizione culinaria, così come ogni città – e persino piccolo paese – che la compongono. Con questo articolo vogliamo condurti tra i sapori e gli “umori” della nostra amata Verona.

Il cibo nel nostro Paese ha mille sfaccettature: può incorniciare un momento romantico e di intimità, come invece essere ricondotto ad un ambiente familiare e godereccio come quello dalla famiglia e del fogolar. I più bei momenti della vita di una persona spesso si consumano attorno ad un tavolo. Il cibo è capace di risvegliare ricordi e memorie nascosti nell’inconscio e sprigionarli con potenza nel momento presente. A tutti è capitato almeno una volta di passeggiare per una città e avvertire un profumo di “casa” uscire dalla finestra di un palazzo, proprio come quello che aleggiava nella casa della nonna.

Il cibo, da che mondo e mondo, unisce le persone, le porta attorno ad un tavolo – o in piedi ad una festa – a ridere, scherzare, socializzare, fraternizzare e ad innamorarsi. Non potevamo quindi non proporre ai lettori del blog di Le Suite di Giulietta un articolo sul cibo tipico di Verona: quello che ti scalda il cuore e il ventre.

Storia e tradizione della cucina veronese

Il territorio che racchiude la città di Verona è da sempre produttore di materie prime di alta qualità, dalle quali prendono vita i piatti della tradizione veronese. Quasi tutti i piatti definiti tipici di Verona, nascondono una storia fatta di povertà e passione. È infatti risaputo che piatti come il bollito con la pearà e la pasta e fasoi siano nati proprio in un periodo di magra e di povertà, dove le famiglie si ingegnavano come potevano per dare sapore a quel poco di cibo che avevano a disposizione per sfamarsi. Questa passione per il gusto e per il piacere della tavola anche nei momenti di difficoltà contraddistingue i piatti veronesi.

Aperitivo

Partiamo allora dall’aperitivo tipico veronese: lo Spriz. Questa miscela di vino prosecco, bitter e acqua frizzante è ormai popolarissima in tutta Italia, ma non tutti sanno che le sue origini sono proprio Venete. La cosa ancora più interessante è che alla base di questo composto ci sta un popolo non propriamente nostrano: gli austriaci. Nel ‘700 gli invasori austriaci entrarono in contatto con i vini veronesi, ma non ne furono molto entusiasti; per i loro palati erano infatti troppo forti. Cosa decisero di fare allora? Allungare un bel bicchiere di vino bianco veronese con acqua frizzante. Da questo primo miscuglio (un po’ sacrilego) si arrivò allo Spriz tradizionale, nato propriamente intorno agli anni venti del ‘900. Come accompagnare un buono Spriz? Magari con una bella fetta di sopressa. La soppressa veronese è il salume di Verona. Molte delle aziende artigiane producono questo insaccato con la ricetta tradizionale di quando iniziarono la loro attività nel XX secolo. La soppressa veronese è caratterizzata dall’uso di carne di maiale scelta tritata e sminuzzata, salata, pepata e poi inserita nel budello di bue. Impossibile resistervi.

Aperitivo tipico: La cornice perfetta per un aperitivo in centro a Verona è piazza delle Erbe (scopri di più nell’articolo Verona in 2 giorni: cosa non ti puoi perdere)I suoi numerosi localini si accendono dalle 19:00 in poi, specialmente nel weekend.

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Primi piatti

Quando si parla di primi piatti veronesi non si può non menzionare il riso. Questa è una coltura tipica delle valli veronesi (Riso Vialone Nano IGP) e, come tale, diviene anche uno dei protagonisti dei piatti della cultura gastronomica della zona. Il riso col tastasal è senza dubbio il principe delle preparazioni a base di riso. Questo piatto è caratterizzato dal condimento tastasal, ovvero un impasto di carne fresca di maiale (solitamente la stessa utilizzata per la soppressa) salato ed insaporito con abbondante pepe nero. La storia ci racconta che le massaie della bassa veronese solevano preparare questo piatto principalmente per assaggiare la pasta dei salumi prima di insaccarli: da qui “tastar” che in dialetto significa proprio assaggiare.

Stando sempre sui risotti non possiamo dimenticarci del buonissimo risotto all’amarone. Come ben sappiamo la zona di Verona è famosissima per la sua produzione vinicola, e l’amarone è uno dei suoi vini più pregiati. Questo risotto prevede una cottura lenta con vino amarone – solitamente se ne versa una mezza bottiglia immediatamente – e brodo di carne. Il suo gusto è deciso e senza dubbio perfetto per una cena speciale e romantica, da provetti Romeo e Giulietta. A proposito di romanticismo, uno dei piatti più rappresentativi è il tortello di Valeggio, anche detto Nodo d’amore. Questo racchiude in sé anche una leggenda piuttosto particolare che vede protagonisti due innamorati: un soldato e una Ninfa. La storia narra che il soldato si innamori di questa Ninfa mentre si trovava sulle sponde del fiume Mincio. I nemici però lo raggiunsero, così per sfuggire loro i due decisero di rifugiarsi nelle profondità del fiume, lasciando agli inseguitori un fazzoletto d’orato annodato, simbolo del loro amore. I tortelli di Valeggio (sul Mincio) sono infatti caratterizzati da una sfoglia sottile come la seta e dal ripieno delicato di pregiate carni assortite.

Altri due primi piatti da menzionare sono i bigoli con le sarde e gli gnocchi di patate. Questi ultimi sono particolarmente importanti in quanto danno il nome anche al carnevale tradizionale della città di Verona: il venerdì Gnocolar. Anche questa festa nasce da un periodo di carestia e rivolte popolari culminate con l’intervento dell’amministrazione comunale, che si decise a distribuire al popolo alimenti semplici come pane, burro, formaggio, vino e farina.

Primi piatti veronesi e lo street food: è successo anche questo grazie alla Bottega della Gina. In questo piccolo laboratorio del gusto si confezionano tortelli di ogni sorta da consumare in loco o durante una passeggiata romantica per le vie della città. Ottimo connubio tra street food e tradizione.

Secondi piatti

Il re incontrastato della cucina veronese è il Bollito con la pearà. Questo piatto ha un’anima semplice e calda, come il folocare dove si consumava un tempo. Il piatto si compone di carni miste bollite quali manzo/vitello, lingua salmistrata, cotechino e testina di vitello accompagnati dalla pearà. Quest’ultima è una salsa che appartiene visceralmente alla cultura veronese; se ci si sposta anche solo di pochi chilometri questa non è già più consumata. La pearà ha questo nome per uno dei suoi componenti principali, il pepe nero macinato fresco. Questi si inserisce in un composto di pane grattugiato, burro, midollo di bue, brodo di carne e sale.

Il principe dei secondi piatti è invece la Pastissada de caval. Anche qui troviamo un aneddoto molto interessante sulle sue origini. Tradizione vuole che questo piatto sia nato attorno al V secolo d.C., durante la sanguinosa battaglia tra il Re d’Italia Odoacre e il Re degli Ostrogoti Teodorico. Si dice che dopo lo scontro rimasero sul campo di battaglia molti cavalli che il popolo, stremato dalla carestia, andò a recuperare per sopperire alla fame. Per conservare la carne più a lungo questa venne tagliata e messa a macerare nel vino rosso e spezie. Da qui nasce il famoso brasato di cavallo dal gusto dirompente tipico di Verona.

Alcuni ristoranti tipici dove gustare le prelibatezze di Verona: Ristorante Trattoria Arche, Giulietta e Romeo, la Molinara, Hosteria Fontanina, Osteria al Duca.

In conclusione

Le bontà veronesi sono molte e hanno tutte una connotazione contadina e, quindi, semplice. Come il Pandoro, dolce tipico di Verona e esportato in tutta Italia e in tutto il mondo. Niente fronzoli, solo ingredienti semplici, delicati e buonissimi. Come dolce troviamo anche il Nadalin, predecessore del Pandoro, e quindi versione meno lievitata e meno commerciale.

Sei pronto a partire alla scoperta di sapori ricchi di storia e qualità nel ventre di Verona? Speriamo di averti incuriosito a sufficienza da farti decidere di venire a scoprire la nostra tradizione gastronomica, magari con la tua dolce metà, perché no?

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